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Fede nativa slava
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La mwcwFede Nativa Slava o mwdaRodnoveria (mwdqin russo Родноверие?, Rodnoverie; mwdgin serbo Родноверје?, Rodoverje; mwdwin ucraino Рідновірство?, Ridnovirstvo; mweain polacco mweqRodzimowierstwo słowiańskie; mwegin ceco mwewRodnověří; e nelle lingue slave del sud mutuato dal russo; tutti composti di родная mwfarodnaya e вера mwfqvera, vale a dire "fede indigena" o "nativa" o "ancestrale") è un mwfgmovimento religioso neopagano che si propone come la continuazione contemporanea della religione indigena praticata dai popoli mwfwslavi prima che le loro classi dirigenti adottassero il cristianesimo come religione di Stato a partire dal mwgaX secolocite-ref-1[1]cite-ref-2[2]. Suppone che la religione indigena slava non sia stata abbandonata repentinamente dalle popolazioni slave, tanto che il fenomeno della "doppia fedeltà" (mwiqdvoеverie), sia alla religione slava che al cristianesimo, è persistito fino alla modernità. La Rodnoveria come movimento organizzato è emersa dopo la mwigdissoluzione dell'Unione Sovietica, per espandersi in maniera visibile e considerevole a partire dalla metà degli mwiwanni 1990. Fa parte del più ampio fenomeno del neopaganesimo in mwjaEuropa orientale.cite-ref-3[3]
Contents
• Storia
• Divinità
• Note
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Storia
La religione nativa slava è da attribuirsi al gruppo mwlqindoeuropeo come altre religioni native d'Europa.
La religione antica degli Slavi non è mai stata soppiantata del tutto dal cristianesimo, ed è stata preservata un po' ovunque dalle comunità dei cosiddetti "vecchi credenti" (mwlwstaroverci), spesso mwmasincretizzata con il cristianesimo.cite-ref-4[4] Ai decenni più recenti risale il suo recupero nel movimento della mwnqrodnoveria. Gruppi e organizzazioni sono sorti in tutti i Paesi slavi, e la loro presenza è numerosa e molto visibile in mwngRussia e mwnwUcraina.
In Ucraina, il fondatore della prima organizzazione della religione indigena fu Volodymyr Šajan, nato a mwogLeopoli nel mwow1908. Studiò la mwpafilosofia e il mwpqsanscrito. Nel mwpg1934 avrebbe vissuto un'esperienza mistica e illuminante sul monte Grekhit, tra i mwqaCarpazi. Dopo la mwqqseconda guerra mondiale si trasferì in mwqgInghilterra, dove poté lavorare sulle sue idee; morì nel mwqw1974 a mwraLondra. La sua influenza è riscontrabile nella dottrina di molti gruppi neopagani ucraini. L'attuale maggiore organizzazione del Paese è l'Unione dei rodnovari ucraini guidata da Halyna Lozko, di cui uno dei centri affiliati, precisamente quello di mwrgKiev, chiamato Pravoslavya, pubblica una rivista chiamata mwrwmwsaSvarog. Nel mwsq1995, sempre nella città di mwsgKiev, si tenne una conferenza intitolata mwswLa fede tradizionale: risorse, correnti e tendenze, a cui parteciparono parecchi gruppi neopagani.
In mwtqPolonia la risorgenza della religione nativa iniziò a manifestarsi nel periodo tra le due guerre come influenza artistico-letteraria: Marian Wawrzeniecki fu autore di molte opere grafiche di ispirazione pagana. L'autore più creativo fu tuttavia mwtwStanisław Szukalski, nato nel mwua1893. Crebbe negli mwuqStati Uniti ma fu mandato da suo padre a studiare a mwugCracovia, in mwuwPolonia dove, avvicinandosi all'ambiente neopagano, fondò un'associazione artistico-religiosa, la mwvaSzczep Rogate Serce, che pubblicava anche una rivista chiamata mwvqKrak (il nome del leggendario fondatore di mwvgKraków, mwvwCracovia).
In seguito — alla fine della mwwqseconda guerra mondiale — Szukalski tornò negli mwwgStati Uniti, dove morì nel mwww1987. L'interesse per il neopaganesimo tese a manifestarsi anche in forma di movimento sociale, il cui iniziatore fu mwxaJan Stachniuk, nato nel mwxq1905. Dopo avere completato i suoi studi in mwxgeconomia iniziò a pubblicare libri che tendevano a presentare una sua visione della religione slava. Nel mwxw1937 fondò la rivista Zadruga. Un tratto interessante nel pensiero di Stachniuk è la sacralizzazione della creatività intellettuale e il culto per l'energia cosmica, che tende a manifestarsi attraverso il mwyadestino. Il successo di una persona non dipende unicamente dalle preghiere, ma anche dalla partecipazione attiva che la persona deve esercitare nella sua vita, dato che il destino è un fattore che tende a modellarsi in base alle proprie azioni. Alcuni membri della mwyqZadruga diedero origine in seguito alla casa di pubblicazione chiamata mwygToporzel, di cui un membro è Antoni Wacyk, il quale, nel suo libro, espose anch'egli un parere sulla fede. Questa, secondo Wacyk, deve essere innanzitutto un'esperienza mwzamistica personale. Secondo il suo pensiero, una religione "mwzqpagana" è l'ideale affinché questa concentrazione del singolo su Dio possa verificarsi.
La mwzwZadruga in seguito ispirò la fondazione di un nuovo gruppo, l'Associazione per la fede indigena, di cui l'iniziatore fu Jerzy Potrzebowski. L'interesse per il paganesimo sorse anche tra coloro che già si interessavano alla spiritualità, come Jacek Dobrowolski, fondatore della prima comunità mwawbuddhista in mwbaPolonia, che nel mwbq1991 pubblicò un poema intitolato mwbgRarog, trattante le numerose affinità tra il paganesimo slavo e gli antichi culti indo-iranici, e la figura della divinità chiamata mwcaJarilo, che era molto popolare tra gli mwcqslavi orientali e meridionali. Come studioso di mwcgreligioni, Dobrowolski, analizzando il culto polacco della mwcwMadonna, vi trovò parecchi riferimenti di continuazione del mwdaculto pagano matriarcale antecedente il mwdqcattolicesimo.
Oggi in mwdwPolonia esistono diverse organizzazioni della religione nativa slava; tra le più influenti la mweaChiesa nativa polacca e la mweqChiesa slava polacca, nonché l'associazione mwegRodzima Wiara. Il rapido emergere di gruppi neopagani nell'mwewEuropa centrale e mwfaorientale sta divenendo una ricca fonte di studio.
In mwfgRepubblica Ceca l'associazione mwfwRodná víra fu fondata nell'anno 2000 su iniziativa di sei rappresentanti di due gruppi di ispirazione slavofila: Radhošť e NFC. Il primo (fondato nel 1998 da un ricercatore universitario di origine napoletana) era di ispirazione ecologista, nel secondo erano rappresentati elementi provenienti anche dalla destra estrema. Cercando una unione nonostante le differenze, i due gruppi trovarono un'intesa comune e la politica partitica sparì definitivamente dal vocabolario e dalle azioni dell'associazione.
La rapida diffusione della Rodnoveria è attribuita da alcuni studiosi ai suoi legami con il sentimento identitario in ascesa tra gli Slavi dopo la disfatta dell'mwgqUnione Sovietica. Questa tendenza all'identificazione di appartenenza ad una cultura slava comune è il cosiddetto mwggpanslavismo. In Russia la Rodnoveria si è diffusa con rapidità in tutto il vasto territorio, parzialmente a colmare il vuoto lasciato dalla dissoluzione di tutti gli organismi religiosi sotto l'ateismo di Stato dell'Unione Sovietica.
Cosmologia
Nella Fede Nativa Slava, Dio (mwiqRod) è considerato come l'essenza ultima di tutto ciò che esiste, il principio creatore che dette ordine al caos all'inizio dei tempi, e iniziò a manifestarsi dando forma all'esistente per mezzo della sua energia. L'mwiguniverso è dunque concepito come una manifestazione della realtà divina, una condensazione attiva dell'energia cosmica. Quest'ultima è perennemente agente nell'mwiwuniverso: la creazione non è una verità finita, ma si attua da sempre e per sempre, in ogni tempo e in ogni spazio. La creazione, infatti, non è altro che la continua azione che le forze della natura, le divinità, agenti alla base della manifestazione del creato, ovvero a un livello sottilisimo dell'esistenza, esercitano su quest'ultima, per modellarla, per forgiarla, per donare la vita. Le forze divine della creazione sono esse stesse parte della Sostanza divina finale, essendo manifestazioni attive dell'Uno.
Un concetto presente nella cosmologia neopagana slava — e che la accomuna dunque a tutte le altre religioni indoeuropee e mwjqiraniche — nelle quali è similmente presente, è quello dell'mwjgalbero cosmico. Nel neopaganesimo slavo è rappresentato come una mwjwquercia o un mwkapino e simboleggia l'energia universale emanata da Dio che permea e compone il mondo e le sue leggi mwkqfisiche e mwkgchimiche.
Nella fase antica della religione slava, l'albero cosmico rappresentava soprattutto la divisione del mondo in tre regni: il cielo, rappresentato dai rami, ovvero il luogo dove presenziavano le entità celesti; il mondo sensibile, rappresentato dal tronco, che corrispondeva al mondo fisico in cui vive l'uomo; infine l'oltretomba (chiamata tradizionalmente mwlavirey o mwlqiriy), rappresentata dalle radici, luogo meraviglioso e tranquillo dove dimoravano le anime dei defunti, un mondo di praterie verdi, alberi ed eterna primavera. Queste credenze mwlgmitologiche sopravvissero a lungo anche dopo la cristianizzazione dei Paesi slavi, oppure vennero codificate diversamente in modo da accomunarle alla mwlwmitologia cristiana.
Nel neopaganesimo moderno l'mwmqalbero cosmico riacquista quello che era il suo profondo significato mwmgteologico, stando a simboleggiare l'essenza divina che si manifesta dando ordine al caos, generando il mondo e le sue infinite forme di esistenza.
Teologia slava
La teologia slava è simile a quella delle religioni del ceppo indoeuropeo. Si tratta di un sistema mwnqmonistico ed mwngenoteistico, in cui le molteplici divinità sono considerate i diversi aspetti di manifestazione della realtà finale, Dio (Rod), l'Uno, l'eterna Sostanza divina che compone tutto ciò che esiste. Questa entità universale, veniva chiamata e viene chiamata dai moderni neopagani slavi, mwnwPerun (mentre dai lituani mwoamwoqPerkūnas, nome che letteralmente significa "la luce"), il Dio del tuono dell'antico pantheon, oltre che una delle poche divinità a essere stata comune a tutte le popolazioni slave e l'unica divinità che fu identificata con il Dio cristiano all'epoca dell'evangelizzazione (successivamente fu poi il culto di mwogPerun connesso con quello cristiano di sant'mwowElia.
Gli Slavi identificavano Rod nella figura di Perun, testimonianza a ciò è rinvenibile soprattutto in uno scritto di mwpqProcopio, in cui questi descrive dettagliatamente come il culto di Perun facesse intendere la sua natura di Dio cosmico, emanatore di tutte le altre divinità della natura. Procopio descrive la religione degli slavi come un culto mwpgmonoteistico, corrispondente al moderno concetto di sistema mwpwmonistico ed mwqaenoteistico. Nello spirito di Procopio, analizzano così la religione natia degli slavi i cattolici zelanti di oggigiorno. Ovviamente i membri stessi delle associazioni slave, a parte alcune eccezioni, hanno un'opinione completamente diversa di sé stessi e del loro culto.
Una caratteristica spiccata della religione neopagana slava, che la distinguerebbe secondo alcune ipotesi dalla concezione delle altre religioni neopagane, è il mwqgdualismo. Perun è considerato il Dio uno, tuttavia la sua figura è sempre accompagnata da una controparte, il dio mwqwVeles. L'opposizione delle due divinità di Perun e Veles rappresenta l'antagonismo universale dei principi creatori, che accomuna parecchie tradizioni religiose. Questo sistema dualistico è presente anche, ad esempio, nel mwrataoismo, in cui i principi cosmici in opposizione sono chiamati mwrqyin e yang. Si suppone che questo tipo di dualismo, sia stato dovuto all'influenza scita e sarmata, ovvero iranica, sui gruppi slavi della Russia meridionale nel periodo preistorico e protostorico di queste zone.
Con la cristianizzazione delle terre slave, i missionari oltre a identificare Perun con il loro Dio, trovarono terreno fertile anche per associare la divinità di Veles a mwrwSatana, sebbene l'originale slavo e attuale neopagano non presenti caratteristiche negative, essendo il paganesimo sempre stato caratterizzato da un rifiuto di classificazione tra cose buone e cose cattive, dato il presupposto secondo cui il bene e il male sono concetti concepiti ed esercitati dall'uomo. Le due divinità rappresentano dunque i due principi in eterno scontro, le due controparti dalla cui interazione scaturisce la vita, l'esistenza di tutto ciò che esiste. La caratteristica distintiva sta però nel fatto che Perun sia la divinità suprema effettiva, mentre Veles una controparte emanata essa stessa da mwsaPerun, quindi una manifestazione di quest'ultimo. Perun è infine la Fonte da cui sorge tutta l'energia divina di cui l'mwsquniverso è composto, identificata nell'mwsgalbero cosmico.
Divinità
Oltre a Veles, la religione neopagana slava comprende nella propria concezione divina una serie di divinità autoctone slave.
Queste divinità sono spiriti della natura, permeano il mondo naturale in ogni sua accezione e contribuiscono alla realizzazione di quello che è il processo creativo dell'azione divina. Le divinità secondo la concezione mwtgmonistica sarebbero varie sfaccettature dell'unica realtà e permetterebbero all'uomo di intraprendere percorsi diversi per giungere alla verità finale: ogni divinità è associata a un elemento della natura e a un dato fenomeno, non tanto perché si crede che la divinità realizzi quel fenomeno, ma più che altro perché la divinità è identificata con la forza divina che, di sostrato a tutte le leggi mwtwfisiche e mwuachimiche che portano al dato fenomeno, realizza quelle che sono le basi affinché tutto ciò avvenga; ovvero si dispiega, si manifesta come fonte dell'energia che dà origine a quei fenomeni, che condensata origina le parti più sottili e ineffabili delle mwuqparticelle subatomiche e poi da queste si manifesta materializzandosi nel mondo fisico. La mwugnatura è dunque il mezzo attraverso cui agiscono le forze divine, le leggi naturali sono le regole sulle quali le forze divine contribuiscono processualmente alla formazione del mwuwcosmo. Lo studio della natura è mezzo per tramite di cui l'uomo può risalire verso la comprensione e l'identificazione con l'Uno.
Una caratteristica importante della mwvqteologia neopagana slava è inoltre l'aspetto tipicamente mwvgindoeuropeo della molteplicità di sfaccettature attraverso cui le divinità si manifestano. Gli dei slavi sono molto spesso rappresentati con aspetto mwvwtricefalo o quadricefalo, a indicare i tre o quattro aspetti di manifestazione della divinità. Questa concezione è presente in particolare nell'mwwaInduismo, in cui le divinità attraverso le quali si manifesta l'mwwqĪśvara possono a loro volta scindere la loro potenza manifestandosi in molteplici aspetti. Nel neopaganesimo slavo, oltre alle divinità principali, possono essere onorate anche divinità quali mwwgJarilo, il dio della fertilità e della vegetazione; mwwwMorana, compagna di Jarilo, dea della natura e della morte; mwxaSvarog, dio della luce, in quanto il nome stesso sta a significare "luce celeste"; Svarogič, dio del fuoco e della terra; Dazbog, dio del fuoco celeste, degli mwxwastri e delle mwyacostellazioni; mwyqSvetovid, dio quadricefalo legato al simbolismo del cavallo e all'agricoltura; Triglav, dio tricefalo patrono anch'esso della natura campestre; e infine mwywZorya e mwzaDanica, dee del focolare, della casa e dei rapporti interpersonali.
Molto simile da un lato ad mwzgAfrodite e dall'altro a mwzwDemetra è la mw0adea mw0qMokoš, unica divinità femminile venerata ufficialmente nel pantheon di mw0gKiev tra gli anni 980 e 988. Dopo il 988, anno in cui il principe mw0wVladimir I di Kiev ricevette il mw1abattesimo, cominciò il lento processo di cristianizzazione della mw1qRus' (e poi della mw1gRussia), ora criticato in maniera aperta proprio dai rappresentanti della Fede Nativa Slava.
Note
cite-note-11. ↑ mw3qBonaudi, Giulia, mw3gmw3wI pagani che combattono per Putin, su mw4aocchidellaguerra.it.
cite-note-44. ↑ mw9qDavide Stolli, mw9gmw9wGli Staroverci del Carso: il culto perduto dei nostri antenati, su mw-abora.la, 22 febbraio 2017.
Voci correlate
• mw-aChiesa nativa polacca
• mw-gChiesa slava polacca
• mwaqaNeopaganesimo polacco
• mwaqiNeopaganesimo
Altri progetti
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Collegamenti esterni
• mwaqcRodná víra, su rodnavira.cz.
• mwaqkRodzima Wiara, su rodzimawiara.org.pl. URL consultato il 5 settembre 2010 (archiviato dall'url originale il 6 ottobre 2013).